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opera Ericailcane, articolo blog youston lab

Bologna street art: come far conoscere l’arte urbana ai bolognesi

Continua a infiammarsi il dibattito sul web per una nuova mostra in arrivo a Bologna.

Prossimamente in città verrà ospitata una mostra sulla street art. Ma i writers non ci stanno e protestano (con stile) contro il concept dell’esposizione.

Il dibattito, per chi non lo sapesse, coinvolge gli organizzatori e alcuni degli street artists coinvolti. Gli artisti proprio non ci stanno: per mettere in piedi la mostra infatti, nel giro di circa un anno, moltissimi lavori sono stati staccati dai muri della città e trasferiti altrove per essere “messi al sicuro”.
L’obiettivo a lungo termine sembra essere quello di strappare queste opere dalle grinfie del tempo attraverso “un lavoro di conservazione” che entro breve verrà esposto nella grande città universitaria. Ma siamo sicuri che i creatori di quelle opere vogliano privilegiare l’aspetto della conservazione, piuttosto che quello dell’interazione del tempo e dell’ambiente circostante? Se hanno scelto determinati luoghi in cui “esporre” i propri lavori, probabilmente ci sarà anche un motivo. Possibile che i curatori della mostra “incriminata” non abbiano pensato a tutto ciò?

Alcuni artisti hanno vissuto gli “strappi” come un tradimento nei confronti della loro arte e hanno pensato bene di protestare: ed ecco apparire un topo in giacca e cravatta, singolare portavoce del writer Ericalicane, che denuncia

Area bonificata da tombaroli, ladri di beni comuni, sedicenti difensori della cultura, restauratori senza scrupoli e curatori prezzolati, massoni, sequestratori impuniti dell’altrui opera di intelletto, adepti del Dio danaro e loro sudditi
topo Ericailcane, articolo blog youston lab

Ericailcane

La data di apertura è stata confermata per il 18 marzo, non è escluso che oltre alle polemiche si crei un vero e proprio caso mediatico rispetto alla commercializzazione e all’appropriazione delle opere di strada.

Al di là delle ragioni per cui si è fatto questo tipo di scelta, questa vicenda dovrebbe far riflettere su come contribuire a “coltivare interesse all’interno della comunità” per la street art, evitando però di decontestualizzare le opere dagli ambienti urbani in cui sono nate e dando a tutti l’opportunità di trovarle facilmente. Sul web ci si può imbattere in Bologna street art.

Bolognastreetart.it, un portale “di mapping e storytelling” dei diversi lavori di street art sul territorio bolognese. Sul sito, tramite una mappa interattiva, si possono scoprire i luoghi di Bologna in cui trovare opere di street art dei writers più svariati, con tanto di foto e nome dell’artista: Blu, Ericailcane, Seikon, Dem, Will Barras, Eron, Lokiss, e tanti altri ancora.

opera street artist Blu, articolo blog youston lab

Blu

Chiunque può contribuire al progetto tramite Facebook e Twitter, oppure mettendosi in contatto direttamente dal sito. Un’iniziativa che merita di essere sostenuta perché, invece di privare le opere del loro contesto, porta le comunità dalle opere e cerca di farle interagire con esse nel luogo in cui sono nate.

A volte lo spazio museale può diventare una prigione per alcune forme d’arte, ma delle idee brillanti possono fornire la giusta alternativa al museo, permettendo comunque alla cittadinanza (e ai turisti) di conoscere quei punti di vista dell’arte che senza la giusta guida non sarebbero riusciti a raggiungere.

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