illustrazione astronauta nello spazio, articolo blog youston lab

The Blue Marble e l’ultimo Apollo

Cernan: “Roger. Feet wet”.
Evans: “Man, this thing shakes like a son-of-a-gun”.
Cernan: “Yes, that’s MAX Q. Wait until we get out of MAX Q. Stay down there Q-meter.”
Evans: “Man.”

Eugene Cernan, Ronald Evans e Harrison Schmitt sono stati gli ultimi uomini a camminare sulla luna con la missione Apollo 17 nel 1972.

Nel 1972 io non ero ancora nato e mio padre aveva 6 anni e, probabilmente, era incollato davanti a una televisione in bianco e nero a guardare 3 uomini impauriti cavalcare un razzo tremolante che diventava sempre più piccolo nel cielo scuro della notte.

La missione Apollo 17 è stata quella che ha visto per l’ultima volta l’uomo camminare sulla superficie lunare, ma è stata anche la fine del progetto Apollo, andato in pensione per lasciare spazio al più moderno e sicuro Space Shuttle (solo qualche anno dopo in una missione Apollo-Soyuz in collaborazione con L’URSS tre piloti americani ci lasciarono quasi le penne).

Oggi ci ricordiamo di quei tempi attraverso immagini sbiadite raccontate da qualche documentario o da qualche parente: il fascino dell’esplorazione spaziale è diventato più opaco, meno risonante, più scontato. Per chi, come noi qui a youston lab, avesse nostalgia di epoche mai vissute, nel sito www.apollo17.org si ripercorre tutta la missione. Si tratta di una chicca in cui si raccoglie tutto, ma proprio tutto, di quell’ultima passeggiata lunare.

All’epoca raggiungere le stelle era il sogno di ogni persona, era la fantasia dei bambini e degli adulti. Negli ultimi passi dell’uomo sulla sabbia lunare c’era il peso delle ambizioni di intere generazioni.

L’Apollo 17 ha avuto diversi meriti, ma per me uno dei principali è stato l’aver consegnato all’umanità una delle immagini più conosciute e rivoluzionarie dell’intera storia umana, questa:

The Blue Marble, articolo blog youston lab

Questa immagine esemplifica pragmaticamente come la potenza dell’esplorazione spaziale non era solamente tecnologica ma anche sociologica.
Questa immagine, conosciuta come The Blue Marble, ha dato al mondo non solo una bella foto da stampare sui giornali, ma un manifesto di coscienza comune; ha infuso, in un periodo di guerra e diffidenza, un sentimento di appartenenza e unione che ha spinto movimenti di controcultura verso un’evoluzione del pensiero.

Le missioni spaziali hanno unito il genere umano su tanti piani di valori, come la scienza e il progresso comune, oppure la semplice curiosità; soprattutto hanno generato un sogno condiviso che, in un’epoca dove le lancette dell’orologio erano costantemente prossime alla mezzanotte, aveva la portata di un sentimento rivoluzionario.

The more you know: Il 1972 è stato anche l’anno di nascita dei videogiochi, l’Atari rilascia Pong.
Anche i videogiochi hanno unito le persone (non i camper, quelli non li sopporto), ma questa è un’altra storia che vi racconterò prossimamente.

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