immagine testata, articolo blog youston lab

Le parole chiave sono importanti

5 consigli per valutare se stiamo percorrendo la giusta rotta per ottenere una SEO ottimizzata del nostro sito web.

Di recente, per via del mio lavoro, ho potuto analizzare campagne di SEO on site davvero buffe. Per questo motivo ho cercato di individuare i 5 consigli fondamentali da fornire a voi lettori sull’argomento.

1. Accertarsi che le parole chiave scelte siano sensate e pertinenti

Una delle prime domande che ci si dovrebbe porre è: “come cercherebbe, un utente, il mio prodotto? Quali potrebbero essere le strade da lui usate per rintracciarlo su internet?”

Quando si studiano le parole chiave per il proprio sito web si dovrebbe pensare al bisogno dell’utente: mettersi nei panni di un potenziale cliente in cerca di un prodotto/servizio può essere il trucco col quale scovare le parole chiave ad hoc per ottimizzare l’indicizzazione della proprio sito aziendale sul web.

Vi faccio un esempio pratico: supponiamo che io sia un fioraio di Bologna interessato a creare conversioni sul mio sito web.
L’utilizzo di parole chiave troppo generiche sarebbe del tutto inutile perché mi troverei a lottare con una concorrenza spietata.
Una strada percorribile potrebbe essere, dopo aver analizzato i propri prodotti di punta, scegliere parole chiave molto specifiche rispetto quei determinati prodotti. Se, ad esempio, il fioraio in questione, cioè io, avesse il proprio negozio vicino ad una facoltà universitaria, si potrebbe sfruttare questa risorsa utilizzando per la strategia SEO del suo sito web keywords relative ai bouquet oppure, perché no, alle corona d’alloro per le lauree.

In generale, questo tipo di valutazioni, dovrebbero poi essere supportate da tools specifici per l’analisi dei volumi di ricerca come ad esempio questo Google keyword planner.

2. Usare come parola chiave il proprio nome aziendale non vi garantisce il successo

A meno che la vostra azienda non sia molto conosciuta, chi vi cerca con il vostro nome aziendale già vi conosce. L’obiettivo della SEO on site è soprattutto farsi conoscere da quegli utenti che non sono ancora entrati in contatto con la vostra realtà aziendale.
In altre parole, non bisogna mai dare per scontate le esigenze dell’utente: se riuscite a soddisfare quelle esigenze anche in un’ottica SEO sarete sicuramente premiati in conversioni.

3. Quando il nostro mercato di riferimento diventa saturo può essere utile trovare soluzioni originali

Essere indicizzati non è una strada semplice da percorrere e diventa decisamente più impervia per categorie di servizi molto diffuse, come ad esempio i servizi nel campo della ristorazione e dei B&B.
Spesso bisogna trovare delle vie alternative attraverso le quali far approdare gli utenti sul proprio sito web: ciò richiede una certa originalità nell’individuare parole chiave molto specifiche su singoli prodotti o singole iniziative.

4. Tenere d’occhio sempre e soltanto Google

Molte agenzie che si occupano di SEO, forniscono report in cui vengono presentati fantastici risultati su motori di ricerca sconosciuti: non fatevi ammaliare, essere ben presenti su ask.com non serve a nulla.
Nel nostro blog è stato ripetuto svariate volte, ma credo sia il caso di riproporlo: Google è il browser più usato al mondo, oltre il 94% degli utenti si affida a lui per le proprie ricerche online.

2014

grafico, articolo blog youston lab

2015
grafico, articolo blog youston lab

5. Non fissarsi su una sola strategia

Se non avete ottenuto buoni risultati, non disperate, dai cattivi risultati si possono estrapolare buone strategie. Il trucco è testare la funzionalità delle parole scelte, cambiare quelle che ci sembrano meno produttive e, in caso la propria strategia SEO funzioni, andare avanti con quella ma sempre tenendola sotto controllo.

In generale a mio avviso la strada migliore consiste nell’abbinare l’oculatezza nella scelta delle parole, al lavoro certosino di riproporre e differenziare le proprie keywords su ogni contenuto inserito.

Per approfondire l’argomento il mio consiglio è cercare e analizzare casistiche di interventi SEO ben riusciti, come in questo articolo di Robbie Richards.

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