• Home
  • Grafica
  • L’Italia insegna: storia del design italiano raccontato dalle insegne commerciali
l'italia insegna James Clough articolo blog youston lab

L’Italia insegna: storia del design italiano raccontato dalle insegne commerciali

Si può raccontare la storia di un paese raccogliendo le fotografie di antiche insegne?

È quello che ha tentato di fare James Clough, calligrafo e studioso londinese, nel libro L’Italia insegna.

“Per circa cent’anni,” scrive Clough, “prima che i caratteri e le font generate dai computer dominassero la scena, non c’è stata alcuna omologazione per la forma delle lettere nelle insegne commerciali.” Per decine di anni, avviare un’attività voleva anche dire riuscire ad attirare potenziali clienti di passaggio, per questo gli esercenti avevano bisogno di persone esperte nel realizzare insegne di ottima fattura.


italia insegna

Lo stile grafico delle insegne rimanda a periodi storici definiti: anche in questo settore veniva seguita la moda e il gusto del momento. Lo stile toscano, caratterizzato da grandi lettere riccamente decorate, ha vissuto per gran parte dell’Ottocento, decorando gli esterni di antiche botteghe orafe o di alberghi lussuosi.

Gli esercizi commerciali che più usufruivano dell’arte decorativa erano quelli con maggiore disponibilità finanziaria, come ad esempio le farmacie.
L’arte tradizionale degli incisori si è evoluta con l’avvento dell’Art Nouveau, conosciuta anche come stile Liberty. Motivi floreali, geometrie morbide e trame colorate hanno caratterizzato questa nuova ondata di sperimentazione artistica. Influenzati dal Liberty, gli artisti italiani delle insegne hanno cominciato a manipolare le lettere, conferendo alla tipografia quel gusto così in voga in Europa tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.


designplayground-litalia_insegna_07

Il carattere tipografico è molto più di un semplice segno grafico, piuttosto rappresenta l’oggetto attraverso il quale si veicola la comunicazione. L’epoca fascista, in questo senso, ha visto un utilizzo massivo di caratteri rigidi e squadrati, studiati appositamente per imporre una presenza pervasiva e autoritaria del regime. Ancora oggi è possibile riconoscere esempi di questo genere sui muri di numerose città come segni sbiaditi di slogan e proclami.

Le fotografie raccolte nel libro di James Clough raccontano un paese che non c’è più: a ogni antico mestiere corrispondeva una bottega, una vetrina o un salone. Man mano che ci si addentra tra le pagine, sembra quasi di riuscire a intuire il carattere dell’esercizio che esponeva orgogliosamente la propria insegna e si resta affascinati nello scoprire quanti mestieri siano ormai scomparsi.
Anche quello di pittore di insegne sembra destinato a questa sorte, eppure ci sono diverse eccezioni. Alberto Berra lavora a Genova, nella bottega ereditata dal padre e fondata nel 1918. Utilizzando una tecnica denominata spolveratura crea insegne su latta, spargendo polvere di grafite su un foglio di carta con un disegno perforato. Grazie anche alla ricerca di studiosi e semplici appassionati di tipografia, la creazione di insegne sta vivendo una fase di riscoperta.


l'italia insegna

“Spero che questo libro stimoli i designer e gli architetti (e forse qualche disegnatore di caratteri) e che contribuisca a fare delle scritte urbane una branca del design e delle arti applicate a tutti gli effetti.”

Questa riflessione di James Clough sembra rievocare una famosa frase di Bruno Munari: “il sogno dell’artista è comunque quello di arrivare al Museo, il sogno del designer è quello di arrivare ai mercati rionali.” Ed è proprio in questa quotidianità antica che si nascondono delle vere e proprie perle senza tempo di fantasia grafica.

Condividi sui social... Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInPin on PinterestShare on Tumblr

Tags: , , , , ,